I muscoli obliqui (esterno ed interno) svolgono un ruolo fondamentale nella stabilizzazione della colonna vertebrale, nel controllo delle rotazioni del busto e nella flessione laterale del tronco. Integrare un circuito addominali specifico per questa componente antero-laterale della parete addominale permette di ottimizzare la core stability, prevenire compensi a carico della zona lombare e migliorare il trasferimento di forza negli schemi motori complessi.
In questa guida analizziamo tre esercizi chiave per il condizionamento degli obliqui, esaminando la corretta biomeccanica d’esecuzione, l’attrezzatura di supporto e la progressione dei carichi.
Il crunch con torsione è un esercizio di flessione e rotazione del tronco ideato per attivare l’obliquo esterno ed interno contra-laterale. Per preservare la fisiologica curvatura rachidea ed evitare pressioni anomale sul tratto lombare, l’utilizzo della BS Mat rappresenta uno standard fondamentale in ambito fisioterapico e preventivo.

L’uso della BS Mat consente di riempire lo spazio neutro della lordosi lombare, garantendo un fulcro di leva stabile ed evitando l’appiattimento compensatorio della colonna a terra.
Posizionamento: decubito supino con le ginocchia flesse, piedi ben adesi al suolo e bacino in posizione neutra sulla BS Mat.
Movimento: eseguire una flessione del busto abbinata a una rotazione della gabbia toracica verso il bacino opposto. Le mani servono da solo supporto alla nuca, senza esercitare trazione cervicale.
Respirazione: espirazione forzata nella fase concentrica (durante la contrazione e rotazione) per favorire il reclutamento del muscolo trasverso dell’addome, ed inspirazione controllata nella fase eccentrica.
L’errore più frequente consiste nel tirare il capo con le braccia, generando uno stress a carico del tratto cervicale, oppure nell’eseguire il movimento per inerzia snaturando il controllo motorio. Si raccomanda di eseguire 15-20 ripetizioni per lato per 3-4 serie, focalizzandosi sul tempo sotto tensione (TUT) anziché sulla velocità di esecuzione.
Gli dischi scivolanti (slider) introducono un fattore di instabilità a catena cinetica chiusa. Questo costringe il sistema nervoso centrale ad attivare continuamente i muscoli stabilizzatori del core per mantenere l’allineamento del bacino durante la traiettoria di movimento.
Mountain climber condizionato. Posizione di plank alto con le mani in appoggio sotto le spalle e i metatarsi posizionati sugli slider. Flettere alternativamente le ginocchia verso il petto in modo controllato, mantenendo l’addome contratto per evitare la retroversione o l’iperlordosi del bacino.
Slide in & out per gli obliqui. Dalla posizione di plank, si esegue una simulata abduzione e adduzione delle arti inferiori (oppure una trazione obliqua combinata di entrambe le ginocchia verso un singolo gomito). Questo movimento isola il lavoro della catena laterale e richiede un’elevata tensione isometrica del cingolo scapolare.
I protocolli operativi prevedono sessioni a tempo (es. 30 secondi di lavoro e 15 di recupero) per 3-4 serie. L’efficacia dello slider richiede superfici a basso attrito per garantire la massima fluidità biomeccanica.
La ruota per addominali rappresenta uno degli strumenti a resistenza progressiva più complessi per la catena anteriore e laterale. Durante la fase di roll-out (estensione), l’addome lavora in cinesi eccentrica ad altissimo carico per contrastare l’estensione della colonna e l’antiversione del bacino.
Per evitare sovraccarichi a carico della cerniera lombo-sacrale:
Assetto iniziale: iniziare in appoggio sulle ginocchia (progressione base) mantenendo il bacino in leggera retroversione e l’addome ingaggiato.
Fase di estensione: far scorrere la ruota in avanti fin dove il controllo addominale garantisce la neutralità della colonna.
Fase di rientro: richiamare il carico attivando il gran dorsale e flettendo la parete addominale senza spingere indietro il bacino in modo anticipato.
Per i soggetti intermedi si suggerisce di iniziare con 2-3 serie da 8-12 ripetizioni controllate, incrementando il range di movimento (ROM) solo dopo aver stabilizzato il controllo articolare.

Impostare un circuito addominali basato su solenti principi di biomeccanica e progressione dei carichi è la chiave per sviluppare un core funzionale, forte e privo di compensi dannosi per la postura. L’integrazione di strumenti professionali garantisce la corretta esecuzione tecnica e la massima sicurezza in ogni fase del movimento.